venerdì 22 agosto 2008

"Di quel securo il fulmine tenea dietro al baleno..."

Non sto certo a dirvi chi sia quest'uomo. Anzi ve lo dico perchè di sicuro si celerà fra di voi qualche ignorante. E' Usain Bolt.
"Eh?!?!"
Ecco, lo sapevo. Dunque: è il bi-olimpionico, bi-recordman a Pechino 2008. Altri indizi? 100 e 200 metri piani.
Quando corre lascia tutti gli altri qualche metro indietro. Stravince rallentando la sua corsa. Sembra prendersi gioco dei suoi avversari. Sembra quasi un alieno che, sapendo delle sue maggiori capacità fisiche, scende sulla Terra solo per divertirsi a umiliare i Terrestri. O un semidio che vuole ricordare a noi umani la nostra piccolezza.
Gli piace essere un leone che fa finta di sonnecchiare sornione da una parte, ma che in realtà si prepara ed è pronto a schizzare in piedi e correre più forte quando qualcuno lo sfida. E quando ha battuto proprio tutti si rimette a sonnecchiare, come se quello che ha fatto fosse la cosa più naturale del mondo.
In realtà le sue (stra)vittorie sono sì frutto di una Natura che è stata estremamente generosa con quest'uomo, ma sono anche il risultato di un impegno che rimane nascosto e solo alcune volte si palesa, come nella finale dei duecento metri, in cui voleva a tutti i costi oro e record. Li voleva e li ha presi. Ma ha faticato.
Questa sua piccola fatica ci ha ricordato che Usain è un uomo, che ottiene i suoi risultati solo grazie alla fatica. E ci ha ricordato il vero significato delle Olimpiadi: decretare chi, fra gli uomini, sia il più vicino agli dei. E' un semidio, ma ancora uomo, ancora "dei nostri". E' il massimo che la razza umana può esprimere nel suo campo. E Bolt è l'uomo più veloce che sia mai esistito.
"Fu vera gloria?" Ai laboratori di analisi l'ardua sentenza.
Io comunque spero che non sia (troppo) dopato... :)

Ultime notizie: dopo i 100 e i 200, insieme alla squadra della staffetta Giamaicana, Bolt ha vinto anche la staffetta 4x100.
Ah, dimenticavo: hanno battuto il record del mondo. Ma ormai è superfluo anche dirlo...