giovedì 6 settembre 2007

Gdr in trasferta 2

Atto II - Gli amori di un chierico

Superato il contrattempo ci inoltriamo nella foresta, nano in testa a tagliare arbusti con la sua fidata ascia. La compagnia procede a rilento, ma senza grossi intoppi fino a un lago in fondo alla vallata. La presenza di una porta a qualche centinaia di metri di altezza e di una lunga scalinata che partendo da dietro una cascata arriva proprio alla porta ci fa nascere dei vaghi sospetti che forse la via per il nascondiglio dell' arma che stiamo cercando si trovi proprio lì. Prontamente il ladro, sfruttando la sua conclamata abilità nell'utilizzo delle corde, costruisce una zattera con la quale riusciamo ad attraversare il lago e raggiungere la base della scalinata. Durante il viaggio incontriamo un mostro acquatico che ci gira e rigira intorno. Inizialmente sembrava avere intenzioni bellicose nei nostri confronti, ma dopo essere emerso scopriamo che invece le sue intenzioni erano diverse. Il mostro dall'aspetto sottile e col corpo coperto di scaglie rosse fuoco in realtà non doveva il suo stato di eccitazione a una tensione ostile , ma a irrequietezza sentimentale. Infatti abbiamo notato notato un certo strano interesse verso la persona del nostro chierico. Ultimamente il nostro eroe miete numerose vittime: è pur vero che è una persona dal notevole carisma e charme ed era palese a tutti quanto i suoi modi garbati e suadenti esercitassero facile presa nel cuore delle donne, ma ciò che ci ha colpito è che riuscisse a intenerire anche i cuori di uomini e bestie. Ed essendo pure uomo generoso e magnanimo non si nega a nessuno. Un vero uomo d'altri tempi!
Tornando a noi: riusciamo a giungere alla riva del lago e mentre il chierico si attarda con la belva acquatica sulla barca del ladro, il resto del gruppo si avvia verso l'entrata. Quando anche l'ecclesiastico ci raggiunge lo vediamo un trafelato e con due strane macchie rose ai lati del collo. Decidiamo quindi di riposare prima di entrare, vincendo le resistenze proprio dello stesso chierico, che, pure ammaccato e stanco, alla vista della scritta presente sopra l'entrata ritrovo d'un tratto tutto il suo slancio: LOUI ZONE. Non sappiamo cosa significhi, nè il chierico ce lo ha spiegato, ma abbiamo visto una luce brillare forte nei suoi occhi. Abbiamo dovuto tramortirlo con una asciata sulla nuca per farlo riposare.
La mattina dopo entriamo, chierico in testa che aguzzava la vista in cerca di qualcosa o qualcuno. Le uniche creature che abbiamo incontrato sono state, però, solo due troll fetidi che ci attaccano e però subiscono l'onda d'urto del nostro gruppo che ormai, con il ranger sparatutto, il ladro con le sue abilità da sicario e il solito nano non temono alcun combattimento, coadiuvati perfettamente dalle magie assistenziali del chierico e quelle distruttive del mago, ormai specializzato nello sterminio e nella devastazione di massa. Bruciamo le loro carcasse e andiamo avanti, sempre accorti nei confronti delle possibili trappole che possano essere disseminate in giro. Ma il ladro compie sempre il suo dovere, pur con qualche piccola caduta (non solo metaforica) di stile e giungiamo alla stanza principale, dove di novo troviamo scritte le due parole dell'ingresso. Dentro la stanza troviamo un grosso gigante dagli occhi azzurri e dalla notevole massa corporea. Il ranger con grande sprezzo del pericolo... manda avanti il suo topo, di cui a malapena conoscevamo l'esistenza, il quale viene subitamente ucciso dal gigante e di cui nessuno sentirà mai la mancanza. Il più sconvolto sembrava invece il chierico, ma dalla vista del gigante, come se vi riconoscesse qualcuno appartenente ai suoi ricordi.
Il nano, come suo costume, si butta in mezzo alla confusione sfoderando le sue armi migliori. Cioè l'ascia. E' sempre quella la sua arma. Si sa: i nani non sono una razza dotata i grande creatività...
Il ranger indovinate che fa? No: non si mette a volare questa volta, anche se una mezza idea ce l'aveva fatta. Invece saltella qua e là sparando le sue frecce in allegria(la morte del topo evidentemente non aveva colpito nemmeno lui. Che creatura inutile che fu...).
Il mago Sputafuoco unge il terreno del combattimento e spara le sue solite palle...di fuoco.
Il chierico come si è detto, lì per lì rimane congelato nelle sue azioni, ma presto si riscuote e inizia il suo solito lavoro da infermierina sessualmente indefinita, ma utile alla causa.
Insomma: il gigante ha vita breve e muore sotto i nostri colpi. Frughiamo fra le sue cianfrusaglie e troviamo un modulo di iscrizione alla scuola di chierici frequentata dal nostro. Di nuovo i suoi occhi si illuminano e capiamo che forse il gigante era un suo vecchio conoscente tramutato in quella forma orrenda dopo aver compiuto qualche strano esperimento di arte magica. Ma non lo sapremo mai, dato che, riservato come suo solito, il chierico anche questa volta non scuce una parola.
A ricompensa della nostra impresa in un angolo della stanza troviamo un mucchio di gioielli e pietre preziose con in mezzo qualche oggetto magico, ma niente che potesse essere l'arma che stavamo cercando. Solo una mazza per il chierico.
E così ora abbiamo un mago con la verga in mano e un chierico con una mazza... Ogni commento è superfluo.

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